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lunedì 20 maggio 2013

La mostra flo..Reale che compie 100 anni!


La più importante esposizione florovivaistica del mondo, il Chelsea Flower Show di Londra, quest'anno compie 100 anni!
A partire da oggi, ospiterà migliaia di persone (oltre 150 mila) per festeggiare la speciale edizione; infatti da martedì 21 a sabato 25 maggio, questo speciale evento mondano, richiamerà, oltre a tante persone comuni appassionate di fiori, tanti personaggi dello spettacolo e dell'alta borghesia britannica.
Solo gli estrosi cappelli delle signore inglesi meriterebbero il viaggio!


La spettacolare esposizione, promossa dalla Royal Horticultural Society, ogni anno conta molti visitatori non solo dall'intera Gran Bretagna, ma da tutto il mondo.
Fiori e piante di ogni tipo saranno esposte nei giardini del Royal Hospital, su 4,5 acri
di terreno (pari a circa 5 campi da calcio), tra colori e profumi delle migliori collezioni del mondo.


A Londra l’aria primaverile sarà più profumata del solito!

 

Come ogni anno, i migliori vivaisti, fioristi e garden designers, hanno unito le loro forze per creare uno spettacolo di colori, originalità e fascino.
Tra i 100 floricoltori presenti, ben 60 festeggeranno i 100 anni di partecipazione proprio come la manifestazione.
Il Chelsea Flower Show si svolge esattamente dall'anno 1913, saltando solo gli anni delle due guerre mondiali.
Ovviamente, vista la sua longevità, è molto legato alle tradizioni ma, allo stesso tempo, è il luogo dove andare a vedere cosa c'è di nuovo, ciò che è all'avanguardia nel settore. 
Gli organizzatori hanno mantenuto segreti i dettagli fino all'imminente apertura, ma nel frattempo in rete si trovano molte immagini della passata edizione, che possono aiutare a farsi un'idea di ciò che ci perdiamo se non partiamo subito.


sabato 18 maggio 2013

Papaveri di oggi e di ieri

 
Solitamente i papaveri sono conosciuti per il fiore di campo rosso sgargiante che cresce spontaneamente in primavera in quasi tutte le zone d'Italia.
Nella mia zona ora si vedono ovunque, non solo in mezzo ai campi di grano, ma anche nelle fessure sui marciapiedi delle strade di città.
Si tratta infatti di una specie infestante, detta anche rosolaccio, (cioè rosa dei campi) erbacea annuale molto vigorosa e di notevole altezza. 
In realtà in natura esistono tantissime specie di papaveri di altezze e colori differenti, che vanno dal bianco, al viola, al giallo, al blu, oltre agli ibridi ottenuti dai florovivaisti.
Appartengono tutti alla famiglia della papaveraceae e sono erbacee originarie da vari continenti secondo la specie.
Alcune specie di papaveri possono essere alte anche più di un metro, altre raggiungono l’altezza di ottanta centimetri, altre specie arrivano al mezzo metro, mentre alcune varietà nane non superano i 25 centimetri. 
Esistono anche papaveri piuttosto rari e amanti del clima fresco, come quello alpino (papavero rhaeticum) e il papavero Arctomecon merriamii (Desert Bear poppy), tipico del Nevada e dello Utah, regioni USA asciutte in estate e con inverno gelidi e nevosi.
Dai fiori intensamente colorati di giallo è il papaver miyabeanum.

papavero rhaeticum
Tra le varietà perenni c'è il papaver atlanticus, originario del Marocco, con fiori rossi e con ibridi dai fiori blu e il papaver rupifragum, originario della Spagna, con fiori rossi e arancioni.
Molto decorative sono anche le varietà turche papaver heldreichi e papaver lateritium, ideali per decorare le bordure.
Tra le specie perenni maggiormente coltivate in giardino, il papavero orientale, con fusti alti da quaranta centimetri a un metro e fiori variamente colorati, dal rosso, al rosa, all’arancione.
Date un occhio a questo bellissimo orientale rosa coltivato nel giardino di Nik, del meraviglioso blog Orto dei colori.
Come giustamente dice lui, potrebbe essere confuso con una rosa!

papavero orientale

Nel mio giardino non ho mai coltivato papaveri ma tutte le volte che li vedo mi riprometto di farlo, anche se le mie aiuole sono già fin troppo sovraffollate...
Una specie che mi attira molto ma che temo mal sopporti il clima torrido della pianura padana è il papavero himalayano, che trovo incredibilmente bello!
papavero himalayano
Un'altro papavero che mi piace molto, che si definisce perenne, ma che spesso viene coltivato come biennali o annuali, perché poco longevo, è il papavero nudicaule, originario delle zone artiche, conosciuto comunemente come papavero d’Islanda 
Dai suoi ibridi si ricavano stupendi fiori dai colori bianco, giallo, arancio e rosa.
papaveri islandesi

Generalmente è di piccole dimensioni, circa venticinque centimetri.
Simile a questo è il papaver alpinum, o altri papaveri provenienti dall’Asia, tra cui il papaver alborosetum e il papaver radicatum, questo considerato il vero papavero islandese. 
Dal nome è facilmente deducibile che la pianta gradisce climi freschi ed è ideale in alta collina e in montagna, dove può essere coltivata in vaso o in aiuola.
Noi ne abbiamo ammirati tantissimi nelle aiuole lungo le passeggiate ai bordi del
lago di Ginevra, durante la vacanza sul  dello scorso anno.

mercoledì 15 maggio 2013

La missione di mamma scoiattolo


La breve ma intensa storia che sto per raccontarvi capitata da qualche settimana è arrivata in Italia proprio la settimana scorsa, più o meno nei giorni vicino alla festa della mamma.
Probabilmente avrete già visto le immagini di questi teneri momenti girare sul web, ma credo valga la pena riproporli per il bellissimo esempio di amore materno nel mondo animale, che rappresentano.
 

Questa madre premurosa ha compiuto una coraggiosa missione di salvataggio del suo cucciolo bloccato in una posizione precaria appeso ad un esile ramo di un albero.
Il piccolo scoiattolo, di circa otto settimane, sembrava essere sotto shock per la caduta dal nido del picchio, dove aveva trascorso la notte.
Visto il pericolo di cadere dal ramo posto in posizione elevata, mamma scoiattolo è corsa subito in soccorso, emettendo versi strazianti, uditi immediatamente dai proprietari del giardino in cui si trova l'albero in questione.
Così Carla Brandon
nel giardino sul retro della sua casa a Pittsburgh, in Pennsylvania,
ha catturato con gli scatti del momento drammatico di madre e figlio.

 

lunedì 13 maggio 2013

Fiori di maggio

La bella stagione è proprio iniziata!
Maggio, mese odiato a causa dell'allergia ai pollini, ma altrettanto amato per la quantità di fioriture, è sempre molto atteso dagli appassionati di fiori e giardinaggio.

Molte delle piante coltivate fioriscono in questo periodo, ed è il momento di godersele a pieno.
Vi mostro qualche piccola gioia del mio giardino.

Gli allium, per cominciare da un fiore che adoro, proprio a maggio gonfiano i boccioli fino ad esplodere in una grande sfera di tanti piccoli fiori delicati.
I Silver Spring, uno dei nuovi acquisti dell'autunno scorso (Il mio shopping preferito),  si sono rivelati un'ottima scelta, perché sono addirittura più belli dell'immagine del sito su cui li ho ordinati, come potete constatare qui sotto!

Per quanto riguarda i Summer Drummer, anch'essi di posa recente, ho grandi aspettative, sebbene sia rimasta delusa dal fatto che solo tre boccioli su cinque siano spuntati dal ciuffo di vegetazione; fioriranno probabilmente a fine mese e se continuano a crescere così velocemente una volta fioriti saranno altissimi ed enormi!
Per vederli vi rimando fra qualche post. 
I Gladiator che sono a dimora da qualche anno vicino alla calla, nella bordura a fianco della scala d'ingresso, sono sempre una garanzia di successo.
Eccoli qui:

Se vi siete avvicinati all'universo allium solo di recente e avete bisogno di qualche informazione sulle tecniche di coltivazione, ne ho già scritto dettagliatamente in: L'aglio che non si mangia. e È il momento di piantare i bulbi.
I giacinti spagnoli, arrivati nella stessa scatola degli allium Silver Spring e dei Summer Drummer prima citati, piantumati nell'aiuola del vialetto in autunno, sono fioriti da un paio di settimane e sono ancora sufficientemente in forma, nonostante le piogge intense.

Anche per gli iris olandesi è arrivato il momento ok.


sabato 11 maggio 2013

Auguri in bianco e nero

A volte bastano poche parole per esprimere un pensiero...

AUGURI MAMMA!!!

giovedì 9 maggio 2013

Salviamo le oasi italiane!



Il Wwf ha iniziato da qualche giorno una campagna di raccolta fondi per sostenere la difesa delle oasi italiane, patrimonio inestimabile che rischia di scomparire.

Le oasi Wwf sono zone protette nate con l'obiettivo di salvare habitat e specie a rischio, che si sono sviluppate proprio grazie al sostegno dei volontari e delle persone generose.
Queste persone hanno scelto di mettere la natura al centro della loro vita e si impegnano, ogni giorno, per difenderla. 
Se potranno continuare a farlo, sarà grazie al nostro sostegno.

Da più di 40 anni il fondo per la natura opera ogni giorno sul territorio per ridurre, prevenire o bloccare particolari minacce, come la cementificazione, il degrado, il dissesto idrogeologico, la desertificazione, la caccia indiscriminata, ecc. e trasformarle in aree perfette per lo sviluppo della biodiversità.

Oggi più che mai il WWF chiede un piccolo aiuto da parte di tutti, per continuare la sua azione di tutela del nostro patrimonio ambientale, per le risorse sempre più ridotte a causa della crisi economica e di politiche sconsiderate.


 

Fino al 26 maggio puoi donare 2 o 5 euro al 45506, via sms o chiamata, per sostenere le Oasi WWF e aiutare la realizzazione di due importanti progetti:

1 - La “Casa per l’Orsoche si trova in Trentino, che avrà lo scopo di aiutare questa specie in via d'estinzione (circa 50 esemplari sulle Alpi, meno di 100 in tutta Italia) a vivere in spazi ampi e sicuri dove nutrirsi e riprodursi.
2 - La “Spiaggia sostenibile” per proteggere dalla cementificazione una delle coste più selvagge del nord della Sardegna, e promuoverla ad un turismo responsabile e non invadente, per godersi il mare nel rispetto della natura.

Io ho già mandato l'sms appena ho letto la notizia!
Fatelo subito anche voi!

Numerosi sono gli eventi in programma per sostenere la raccolta fondi; tra queste la Giornata oasi Wwf, fissata per il 19 maggio, in cui molte aree verdi italiane saranno aperte gratuitamente con iniziative per tutti.

Tutti i programmi, regione per regione, saranno pubblicati sul sito wwf.it/festaoasi.
Inoltre all'iniziativa si affianca anche il sito di Repubblica.it, dove il contributo richiesto è una fotografia per aiutare le oltre 100 le aree protette aperte al pubblico della nostra penisola.
Informatevi per tempo se volete partecipare!


Le oasi sono praticamente in tutte le regioni, come un vero e proprio parco nazionale diffuso, dalle Alpi alla Sicilia.
Ogni anno circa 400.000 persone le frequentano. 
Dalle Oasi sono nati parchi nazionali, come quello della Majella o dei Monti Picentini.
Altre sono polmoni verdi per le città, come Vanzago a Milano, Cratere degli Astroni in piena Napoli o Ripa Bianca di Jesi. 

Molte, come Monte Arcosu, Bosco Rocconi, Bosco Foce dell'Arrone, sono nate proprio grazie a campagne di raccolta fondi come questa.
Nei Centri di Recupero vengono curati migliaia di animali ogni anno, che spesso tornano liberi.
Specie simbolo come il cervo sardo, la lontra, il camoscio appenninico, il tritone alpestre o la gallina prataiola, sono state salvate dall'estinzione, mentre farfalle, anfibi, rettili e centinaia di uccelli acquatici o migratori, così come tante specie di piante, anche rare e secolari, vivono al sicuro nelle oasi.


Se potete fate girare questo messaggio importante!

Donate senza esitare, ogni contributo è prezioso! 

martedì 7 maggio 2013

La calla e i suoi significati

Chi non conosce la calla?


La bellezza di questo fiore e la sua facilità di coltivazione, lo rendono molto diffuso ed apprezzato in tutto il mondo.

La calla, conosciuta anche come Arum d’Etiopia, è una pianta bulbosa semiacquatica con fusto sotterraneo perenne, che appartiene al genere Zantedeschia e comprende molte specie originarie delle zone paludose dell’Africa del centro-sud, dove hanno uno sviluppo spontaneo.

In Europa fu portata per la prima volta nel 1731 e, in Italia viene coltivata per lo più per la vendita del fiore reciso, soprattutto in Liguria.

Nonostante sia una pianta molto adatta da coltivare ai bordi dei laghetti, si presta molto bene anche alla coltivazione in vaso, come pianta da appartamento, o in giardino, o in serra, per la produzione dei fiori recisi, come detto prima. 

E’ una pianta molto elegante che produce i suoi splendidi fiori nel periodo tra aprile e maggio, per la specie a fiore bianco, ma se coltivata in zona con estati non troppo torride può fiorire anche a settembre.
Lo stelo dei delicati fiori di calla può arrivare a 50 centimetri di altezza. 
Il fiore si presenta con la caratteristica forma ad imbuto con la parte superiore leggermente rivolta verso l’esterno, ed è composto da una sola foglia detta spata o brattea, che nella specie più comune è di colore bianco.


La calla non ha fusto e cresce direttamente da radici sotterranee che rappresentano l’organo di moltiplicazione della pianta, può raggiungere l’altezza di un metro e mezzo.
Le sue foglie partono dalla base, sono piuttosto grandi e di colore verde, di forma triangolare con contorno ondulato.
Quella della foto sia sotto che sopra è la calla del mio giardino, messa a dimora già 6 anni fa, dopo che ci è stata regalata il giorno del matrimonio.
Pare stia bene e ogni anno si allarga di più.


A maggio fiorisce in compagnia degli allium gladiator lilla, con cui crea dei bei contrasti nella bordura a fianco della scala d'ingresso.


Oltre alla classica bianca, esistono ibridi creati dall'uomo di diversi altri colori; a seconda della varietà possono essere rosa, panna, giallo, viola, mango, arancioni e nere, e alcune di esse presentano anche una gradevole profumazione.
Le calle colorate si differenziano dalle bianche per la differente dimensione e forma del bulbo, che è rotondo; inoltre ogni bulbo di calla bianca produce un solo germoglio, mentre il bulbo di quelle colorate ne produce molti.
Gli ibridi possono essere a fioritura precoce, oppure a fioritura tardiva.

 

sabato 4 maggio 2013

Allarme api!!!

Greenpeace ha lanciato un importante allarme per la scomparsa delle api, che purtroppo non sembra arrestarsi.


Al mondo ben sette tipi di fitofarmaci stanno decimando le api, insetti impollinatori dall'importanza indiscussa, già indeboliti dall'inquinamento e dal cambiamento climatico.
L'agricoltura purtroppo si è molto trasformata negli ultimi anni, utilizzando in quantità sempre maggiore i fertilizzanti chimici; in questo modo vengono immesse nell'ecosistema molte sostanze tossiche, a scapito della vita degli insetti e non solo. 

I sette prodotti chimici incriminati sono: imidacloprid, thiamethoxam, clothianidin, fipronil, clorpirifos, cipermetrina e deltametrina.
Molti biologi ritengono che l'azione dei pesticidi faccia impazzire le api al punto che perdono il senso dell'orientamento e non riescono più a tornare all'alveare.

I dati parlano chiaro.

Negli ultimi anni si sono registrate perdite del 30-40% delle colonie di api negli Stati Uniti e del 20% in Europa.
L'Italia ne ha bandito l'uso già nel 2008, rinnovandolo ogni anno e i risultati non sono mancati, infatti dalle 185 morti di alveari segnalate nel 2008 si è passati a soli 3 nel 2009 e a zero nei due anni successivi.
Limiti all'uso dei pesticidi erano già stati adottati anche in Germania e in Francia, paesi sempre molto sensibili al rispetto ambientale.

Già il 15 marzo scorso, come si è letto su molti giornali, Greenpeace ha fatto formale richiesta alla Commissione europea di vietare l'impiego di tre neonicotinoidi per il trattamento delle sementi, ma le stesse sostanze vengono diffuse comunque attraverso formulazioni differenti.

Se la strage non si fermerà il danno sarà molto alto per tutti noi, in quanto quasi tutte le piante e le colture hanno bisogno degli insetti per riprodursi!


 

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